all‘improvvisa

Di lotta e di rabbia lo voglio allattare,
di rosso soltanto vestire,
nel vino e bestiemme bagnare,
con canzoni bastarde lo voglio ninnare,
e armato poi contro il padrone lo voglio mandare.

F.R.

All’improvvisa è il termine con cui nella Commedia dell’Arte si indica l’andare a soggetto, fuori dal testo. La maniera di recitare di Franca Rame, ultima nata della covata teatrale,  è oltremodo libera sia in rapporto al testo che al pubblico; sebbene sia difficilissimo restare “in parte”, la questione pare sia proprio questa: rimanere in scena nonostante i tagli, la censura, la masnada, le minacce, le basi militari, i silenzi,  le morti bianche, la mafia.

Vivere se è possibile almeno dieci vite.

Figlia d’arte di attori girovaghi di antichissima tradizione, autrice, curatrice di testi, redattrice, amministratrice, archivista, madre, militante politica, attivista sociale, femminista, pacifista, organizzatrice di campagne e di manifestazioni e, più recentemente senatrice (I diciannove mesi più brutti della mia vita) alla quale spetta una promessa.

Potete chiamarmi Strega.
F.R.

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